© 2019 Canargiu Montis

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COMMON RUINS - Concorso Internazionale di Architettura YAC

 

LUOGO: Mothe Chandeniers, France

TEMA: Centro visitatori

PROGETTISTI: Nicholas Canargiu, Daniela Corona, Sara Montis

DATA: 2019

 

 

L'immagine romantica delle rovine ha la capacità di restituire il potere evocativo degli edifici del passato e l'impatto distruttivo del tempo e della natura. 

In questo dualismo di costruzione e di distruzione c’è il fascino del castello di Mothe Chandeniers, una perfetta rovina immersa nella natura.

 

Il nostro progetto non elimina l’atmosfera romantica del castello, e con l’inserimento di pochi elementi lo trasforma in una meta di contemplazione e riposo per tutte le persone che lo vogliano visitare, ammirare.

 

Analizzando il contesto abbiamo utilizzato la centralità del castello come elemento trainante per l’idea progettuale. 

Il progetto consiste nell’inserimento di un percorso circolare ad anello, che permette una visione a 360° attorno al castello, da esso in modo radiale si innestano i diversi moduli di progetto: le suites, le saune, il mercato-bio e i punti di osservazione.

Tutti hanno come visuale principale il castello, affacciandosi verso l’opera d’arte, incorniciata dal contesto naturale. 

 

I moduli sono stati progettati in modo da essere autosufficienti attraverso l’utilizzo di energie rinnovabili: l’elettricità è generata attraverso dei pannelli fotovoltaici e l’acqua piovana verrà recuperata in un serbatoio apposito in copertura.

Dal punto di vista costruttivo potranno essere assemblate direttamente sul sito, poggino al suolo attraverso pali di fondazione, e sono completamente rimovibili.

 

Oltre a questi elementi abbiamo inserito un volume baricentrico, all’interno del castello, senza intaccare la preesistenza storica. L’opera d’arte è un involucro in cui inseriamo un’architettura contemporanea che garantisce la piena leggibilità dell’intervento, attraverso una relazione distinguibile tra i materiali, antichi e contemporanei. 

Contiene al suo interno una grande sala, al livello del terreno, con il centro visitatori, un bookshop e i servizi. Al livello -1, di fronte al portico sull’acqua, si trova la sala convegni e spazio per degli eventi. All’ultimo piano, con vista panoramica sul contesto, la zona ristorativa. 

 

Il materiale di progetto è il legno. Chiaro all’interno e scuro all’esterno per rapportarsi meglio con la pietra del castello. Il legno scuro è ottenuto attraverso la tecnica del “Yakisugi”, carbonizzando superficialmente il legno per proteggerlo. 

 

Storia, architettura e natura dialogano in un unico organismo, costituito da un nucleo centrale arrichito da un volume contemporaneo. Un percorso ad anello e dei moduli innestati a raggiera si innestano tutto attorno.

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