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CENTRO POLIFUNZIONALE PER STUDENTI - Laboratorio Integrato Progetto e Costruzione 3

 

LUOGO: Cagliari, via G. Mameli, ex convento di San Francesco

STUDENTI: Nicholas Canargiu, Sara Montis, Giorgia Onnis

DOCENTI: Carlo Atzeni, Carlo Aymerich
TUTOR: Claudio Sirigu
TEMA: Nuovo centro polifunzionale per studenti

DATA: 2012/2013 

 

Il progetto per il Nuovo Centro Polifunzionale si trova a Cagliari, nell’area dell’ex Convento di San Francesco in via G. Mameli, oggi in stato di rudere. Questo nuovo edificio costituisce un nuovo polo per gli studenti universitari, trovandosi in una posizione centrale rispetto ai servizi per gli studenti dell’ateneo di Cagliari. 

 

Il criterio dell’intervento è quello di far convivere due architetture differenti, una di carattere storico e l’altra contemporanea. L’architettura storica viene resa parte integrante del nuovo edificio, costituendone la base e ospitandone funzioni, con l’obiettivo di ricostruire il tipo originario in un ottica moderna, sviluppando il progetto attorno alla corte, in modo da ricreare l’antico spazio introverso.

Il convento è arrivato a noi con i quattro bracci del porticato ancora in buone condizioni, per questo si è scelto di posare la nuova struttura, costituita da un solo livello, sopra di esso. Sul lato prospiciente la via G. Mameli, non essendoci nessuna struttura antica, nascerà un nuovo blocco che si eleverà per cinque livelli. 

 

L’ingresso avviene attraverso uno spazio baricentrico rispetto alla struttura e, con i sistemi di risalita verticale, si può accedere a tutto l’edificio. Al piano terra troviamo: foyer dell’auditorium, il porticato storico che contiene spazi ricreativi, spazi espositivi e una zona lettura, e la zona ristoro. Il chiostro assume un importanza fondamentale, diventando spazio di attraversamento e luogo di relazione, recuperando quindi il suo ruolo tradizionale. 

Nel livello superiore il grande spazio aperto è stato organizzato in zone studio individuali e collettive che si affacciano verso la corte interna. 

Nei tre livelli successivi avremo le aule polifunzionali, i laboratori e gli uffici.

 

Il livello aggiunto alla parte storica dell’edificio ricalca il profilo dell’esistente attraverso dei setti in calcestruzzo, in cui la gravità si trasmette in maniera continua. Questa parte è un grande blocco quadrato massivo e pesante, stereotomico, svuotato al centro dalla corte, aperto solo verso di essa in modo che la luce entri in lui. Nel nuovo blocco verticale, che si affaccia sulla via G. Mameli, la struttura si differenzia dalla precedente perchè non poggia sull’edificio storico. Attraverso una struttura in acciaio la gravità si trasmette al suolo in maniera discontinua. Questa struttura tettonica viene protetta, chiusa in se stessa, tramite una grande lama che genera il prospetto. 

 

Il prospetto principale dell’edificio, nella parte bassa, è composto da blocchi prefabbricati tenuti insieme da cavi di acciaio appesi alla struttura principale, si configura come una “tenda” in calcestruzzo, permeabile, visivamente leggera. Questi setti permeabili generano la soglia di ingresso, insieme alla rampa che risolve il cambio di quota, creando uno spazio di compressione. Quando il sole penetra dentro questo spazio genera proiezioni di luce e ombra, creando uno spazio dinamico.

Nella parte alta, allineandosi agli edifici esistenti, il prospetto si configura come un blocco monolite, impermeabile. E’ composto da pannelli prefabbricati ancorati alla struttura in acciaio, visivamente pesante. Sull’altro lato invece l’edificio si apre per fare entrare all’interno la luce, e per schermarla i solai vengono fatti sporgere.

Il prospetto che si affaccia sulla corte è completamente vetrato, per limitare l’ingresso della luce sono presenti dei pannelli in legno, generando uno spazio interno con una luce diffusa costante. Nel resto dell’edificio sono presenti dei lucernari, che portano la luce dall’alto, in modo da illuminare l’interno degli spazi attraverso una luce diffusa.

 

All’interno dell’edificio sono visibili prevalentemente tre materiali. La pietra originaria dell’ex convento di San Francesco, visibile sopratutto al livello inferiore, quando la luce penetra all’interno del porticato e sfiora la superficie di pietra, risveglia l’architettura antica in tutto il suo splendore. Il calcestruzzo, intonacato di bianco, fa prevalere l’architettura antica in pietra. Il legno, molto presente tra le finiture, utilizzato per il rivestimento dei sistemi di risalita verticali e per pareti e controsoffitti dell’auditorium, per ragioni anche dovute al buon funzionamento acustico.