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SERDIANA ART PROJECT 7 - Workshop “Costruzioni per paesaggi culturali in rete”

 

LUOGO: Serdiana

TEMA: Workshop di costruzione

DATA: 2015

 

DIREZIONE: UNICA Type + RURAL Type + Fondazione Casa Falconieri:
Federico Aru, Carlo Atzeni, Stefano Cadoni, Adriano Dessì, Philip Grosch, Gabriella
Locci, Francesco Marras, Silvia Mocci, Francesca Oggiano, Aurora Perra, Dario Piludu, Claudio Sirigu

 

PARTECIPANTI: Nicholas Canargiu, Tommaso Cannas, Elisa Cocco, Francesca Cocco Bellumori, Sara Collu, Simone Corda, Francesco Paolo Cortis, Pietro Farris, Alessandro Giardina, Federico Lai, Davide Manca, Nicola Melis, Sara Montis, Giovanni Oliveri, Federica Onali, Gianmarco Pia, Nicola Pittau, Chiara Pusceddu, Federico Sercis, Michela Serra, Sara Spiga, Santina Tegas
 

"Il workshop “Costruzioni per paesaggi culturali in rete” costituisce un approfondimento teorico-pratico delle attività del Laboratorio Tesi Margini, coordinato dal gruppo di ricerca UNICA Type, e si incentra sullo studio del progetto nei contesti deboli della Sardegna a forte carattere rurale.
Il lavoro si inquadra inoltre nell’ambito delle attività promosse dal progetto pilota 
“Note d’agro” che il gruppo Rural Type (ruraltype.portfoliobox.me) sviluppa sul territorio sardo con Casa Falconieri.
Il progetto “Serdiana_art project 7”, marca la continuità dell’azione culturale di Casa Falconieri e costituisce la prosecuzione delle attività del laboratorio “Costruzioni per paesaggi del vino” svoltosi nel maggio 2015 a Serdiana in occasione dell’evento di Casa Falconieri-Festival FIG International a Monumenti Aperti 2015, alimentando il confronto tra diverse discipline. Il dialogo tra Architettura e Arte costruisce legami tra contenitore e contenuto perseguendo l’obiettivo comune dell’incontro con i luoghi e i suoi significati. 
In questo progetto si incontrano quindi, e si compenetrano, settori e campi di ricerca che abbracciano l’Architettura e l’Arte, e che rilevano come i temi legati allo spazio, alle problematiche di forma e contenuto, ai sistemi compositivi e alla relazione tra oggetto-spazio-fruitore, sono poi coincidenti o molto vicini. Sono coincidenti anche le metodologie adottate che si configurano come work in progress e si muovono nell’idea dell’opera aperta.
Una galleria espositiva temporanea – assemblata con materiale ligneo di riciclo facilmente smontabile che sarà il contenitore per alcune opere tridimensionali dell’artista Gabriella Locci - è capace di radicarsi nel territorio lasciandovi tracce che – seppure immateriali nel tempo lungo – sedimentano esperienze e contaminano i nodi della rete. 
Imperativo del programma è il contenimento dei costi e l’amplificazione delle possibilità associate alla capacità di questi micro-edifici/installazioni di veicolare attraverso la propria qualità e la propria duttilità le informazioni circa le attività che possono ospitare. Si tratta di una sfida di prossimità e di lungo raggio nel senso che la qualità spaziale diventa protagonista delle relazioni reali di contesto sul territorio e allo stesso tempo, per mezzo delle tecnologie informatiche di rete, può essere elemento strategico di connessione sui territori virtuali del web e raggiungere contesti fisici e culturali analoghi o profondamente differenti.
Questa tipo di spazio sperimentale dal doppio uso, riporta a problematiche architettoniche sulla possibile coesistenza di uno spazio intimo, dedicato all’arte e uno spazio esterno che dialoga con il paesaggio circostante.
Il modulo ha quindi una dimensione segreta, oscura, dove collocare alcune opere d’arte, oppure installare un video che brilla come un gioiello o ancora installare un qualcosa che parla con il misterioso linguaggio dell’arte, e allo stesso tempo è spazio che si articola per piccole presentazioni di fatti culturali che interagiscono con il territorio urbano di Serdiana.
Esiste poi la dimensione esterna che si relaziona con la geografia del territorio, con esso dialoga e costruisce il tempo della narrazione; il tempo della narrazione è quello del racconto sul tempo dell’uomo che innesca uno sviluppo a catena sulla storia articolata della vita del paese e sulla sua memoria.
L’intera iniziativa è da intendersi come un’attività che si concentra sulla didattica del progetto da un lato e sulla forza che questo complesso progetto (Architettura, Arte) può avere attraverso la propria qualità nel trasformare e valorizzare i luoghi secondo un approccio contemporaneo che non rinuncia alla rielaborazione dei caratteri più strutturali dei luoghi stessi, in un processo di continua costruzione e aggiornamento della propria identità.
In questa occasione, l’installazione che verrà realizzata attraverso tavole di legno nuove e riciclate derivate da materiale di scarto dei cantieri edili, e da pannelli di OSB, diverrà elemento centrale del Micro-Polo culturale del Castello Carcassona/Roberti di proprietà della famiglia Angius di Serdiana. Le attività di costruzione verranno assistite dalle maestranze specializzate (artigiani, falegnami e fabbri) costituendo un’ occasione di scambio e confronto con gli attori della costruzione."

 

www.ruraltype.portfoliobox.me